Isole alla fine del mondo

Le notizie e le immagini che stanno facendo il giro della rete, raccontando al mondo del devastante terremoto di magnitudo 8.9 che ha colpito il Giappone, sono impressionanti. Come tanti sto seguendo da stamattina l’evolversi della situazione e fra i vari aggiornamenti mi ha colpito in particolare un twitt. Diceva che 11mila cittadini russi venivano evacuati dalle isole Curili in seguito all’allarme tsunami.

In se questa notizia non sarebbe particolarmente preoccupante ed inoltre, secondo quanto riferito dalla protezione civile locale, la prima ondata non avrebbe causato vittime o danni, facendo aumentare il livello dell’acqua di soli 50 centimetri.

In quanto viaggiatore appassionato di geografia, a suscitarmi interesse sono state però le Curili, proprio come lo avevano fatto la prima volta che ne sentii parlare diversi anni fa. Le Curili sono un arcipelago di 60 isole che si estende per 1.200 chilometri dalla penisola Russa della Kamcatka fino all’isola giapponese di Hokkaido. Russia e Giappone se le contendono da oltre due secoli, per motivi sia economici che strategici.

La descrizione che mi colpì leggendo In Asia di Terzani, con le immagini che mi scorrono davanti oggi, risulta ancora più suggestiva:

<<Se il mondo avesse un principio, la fine non potrebbe essere che qui, dove il fumo dei vulcani si mischia alla nebbia del mare e la natura fa rabbrividire con le sue indomite forze. Dal finestrino del vecchio Antonov a elica, che traballa inquietante in un cielo lattiginoso, la terra che mi appare sotto l’ala è come la soglia dell’aldilà. Lungo tutta la costa impervia e nera si abbattono onde spumeggianti. Ai piedi di un improvviso vulcano vedo due laghi: in uno le acque sono bianche e gelate, nell’altro sono motose e ribollono come in un immenso calderone. […] A vederle dall’alto, brulle e minacciose, c’è da chiedersi perché mai qualcuno ci sia voluto venire a stare.>>

Isole alla fine del mondoultima modifica: 2011-03-12T00:42:00+01:00da massimoko
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