All the bags are packed

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Mancano ormai pochi giorni alla partenza, sto completando le ultime attività e preparando la check-list delle attrezzature subacquee e fotografiche da portare via con tutti gli accessori annessi. Ho iniziato ad usare le check-list qualche anno fa, quando ho sperimentato in prima persona che dimenticare a casa anche solo un connettore, un pacco batterie o l’obiettivo macro significava dover limitare o addirittura compromettere l’attività rinunciando a fare foto.

Il grosso della pianificazione e delle prenotazioni l’ho fatto anche se mi sono tenuto un certo margine di flessibilità. Quando saremo sul posto organizzerò la visita a due templi principali, inoltre ho contattato un’agenzia locale per avere supporto per il trekking sul Bromo e la traversata fino a Mejangan.

Stamattina sia Lufthansa che AirAsia mi hanno inviato un reminder per fare il check-in online. Con la prima compagnia, con cui faccio la tratta internazionale fino a Singapore, è possibile fare il web check-in da 23h prima del volo mentre con la seconda, che mi porterà in Indonesia, è addirittura possibile farlo con 7 giorni di anticipo. Una vera comodità a cui si aggiunge la possibilità di farlo tramite dispositivo mobile.

Le valigie allineate su un angolo della stanza attendono solo di essere riempite e chiuse.

Come cantava John Denver, ‘All my bags are packed and I’m ready to go’. Mi piace quella canzone un po’ nostalgica. Non è così adesso ma c’è stato in passato un periodo della mia vita in cui quella era la sensazione che provavo ogni volta che mi mettevo in viaggio.

Adesso invece c’è tanta emozione, voglia di vedere e scoprire nuovi posti, staccare dal quotidiano, riprenderci un po’ di noi stessi e disconnetterci dal resto.

Disconnettermi e scoprire nuovi luoghi sono cose che sembrano quasi anacronistiche nel 2011. In realtà la prima non la farò completamente. Ho già scritto in altri post che non sono un un flashpacker – l’evoluzione geek e agiata dei backpackers – che gira sempre connesso utilizzando la tecnologia per vivere il viaggio, aggiornando puntualmente il suo stato sui social network e facendo online travel blogging.

Un minimo di queste attività però le farò anch’io. Ho iniziato da qualche mese ad utilizzare foursquare – di cui segnalo questo interessante post di Domitilla che ne parla – e lo farò anche in viaggio, così oltre a sbloccare badge e prendere qualche majorship, cosa che mi interessa relativamente, lo userò per annotarmi i posti dove vado, prendere appunti e verificare eventuali suggerimenti di altri utenti. Non credo invece che aggiornerò il blog, se non i primi giorni da Singapore per raccontare la metropoli, come ho fatto in primavera da Shanghai.

Nei mesi scorsi ho valutato l’acquisto di un tablet da portarmi in viaggio e tra gli altri ho provato il Samsung Galaxy Tab ed il BlackBerry Playbook. Ho deciso però di aspettare l’autunno, salvo che non trovi qualcosa di interessante proprio a Singapore, e quindi avrò solo lo smartphone BlackBerry per rimanere connesso con il mondo.

Riguardo allo scoprire nuovi luoghi, con l’affermazione di internet è diventato molto più semplice organizzare i propri viaggi in autonomia ed è diventato più facile reperire informazioni utili su tutto (o quasi). Sono aumentate le offerte e col ridursi dei costi molte destinazioni un tempo considerate esotiche sono diventate accessibili ad un numero maggiore di persone, con enorme beneficio per l’industria del turismo di massa.

Tra le varie conseguenze positive e negative della globalizzazione si è andata affermando una errata consapevolezza che non ci sia più spazio per la scoperta. Ci colleghiamo a internet e crediamo di poter conoscere il mondo, interpelliamo un motore di ricerca e troviamo descrizioni, mappe, commenti e racconti dettagliati. La scoperta sembra non poter più appartenere all’ambito geografico, almeno sulla terra.

Le cose in realtà, e aggiungo per fortuna, sono leggermente diverse. E’ vero che è sempre più difficile poter scoprire nuove terre inesplorate, ma esistono ancora luoghi dove è possibile meravigliarsi. Alcuni possono essere semplicemente dietro l’angolo, in un quartiere di una affollatissima metropoli. Altri si possono trovare nella via ancora poco battuta di una foresta, un deserto o su un fondale marino.

C’è un articolo molto bello di Tony Wheeler, creatore insieme alla moglie Maureen delle guide Lonely Planet, che sull’argomento dice:

 

Sono un viaggiatore fortunato. Posso provare regolarmente l’emozione di vivere un’esperienza da solo, lontano dalla folla. Ma non bisogna per forza andare in Tibet o pagaiare in lidi sperduti del Pacifico per trovare un posto adatto. Anche nel nostro mondo gremito è ancora sorprendentemente facile sfuggire alla folla. […]

Il mondo è più affollato, le file al check-in sono più lunghe, gli aerei sono più grandi, i turisti più numerosi. Ma se cercate un luogo solitario, potete ancora trovarlo.

 

Pensare di tornare al periodo delle grandi esplorazioni del secolo scorso è impossibile, anche se c’è ancora spazio per poter dire di aver visto luoghi quasi completamente sconosciuti. Succede se si fanno viaggi legati ad attività particolari come trekking o spedizioni su rotte estranee al turismo o, per quanto mi riguarda personalmente, crociere subacquee alla scoperta di nuovi luoghi di immersione come quelle fatte in Sudan e in Arabia Saudita.

Concludo con un ultima considerazione: oggi si fanno soprattutto scoperte personali, alcune sono interiori. Per farle non è necessario essere dei ‘viaggiatori Indipendenti’, una definizione che si è data chi vuole essere indipendente da qualunque organizzazione turistica e ama organizzare i viaggi per conto proprio, fuori dalle rotte del turismo di massa e senza acquistare pacchetti preconfezionati dalle multinazionali dell’industria del turismo.

Credo che quando viaggiamo in una terra straniera siamo dipendenti da tantissime cose, qualunque sia il mezzo di spostamento che decidiamo di usare, il luogo che scegliamo per dormire o quello dove mangiare. Quello che dovremmo sempre mantenere è l’indipendenza nel giudizio.

All the bags are packedultima modifica: 2011-08-08T01:49:00+02:00da massimoko
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