Junk Food a Jogyakarta

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C’è questa iniziativa di Francesco che ha creato una Social Junk-Food Map grazie alle segnalazione ricevute sul suo blog e sui vari social network.

Anch’io ho dato il mio contributo segnalando il Via Via Cafè. Il posto era degno di nota e me lo ricordavo bene. Ci abbiamo pranzato il secondo giorno di permanenza a Jogyakarta durante la visita del cuore della città.

Come ho già scritto in queste pagine, nel corso del viaggio estivo sono stato poco connesso ma fare i check-in su foursquare è stato utile, anche per questo. Grazie alla cronologia ho recuperato le informazioni di dettaglio di questa venue.

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[nasi goreng e satay al Via Via]

Mi è pure tornato in mente un aneddoto legato a proprio quel giorno. Dopo aver visitato il Kraton, il palazzo dei sultani, che abbiamo trovato abbastanza deludente se si esclude la collezione di abiti regali confezionati con preziose stoffe batik, abbiamo proseguito il giro del quartiere alla ricerca del bird market.

Secondo le indicazioni della guida il mercato degli uccelli doveva essere facilmente raggiungibile a piedi ma chiedendo informazioni alla gente locale abbiamo saputo che era stato spostato dalla sede originaria di qualche kilometro. Decidiamo quindi per un becak, il tipico risciò a pedali su tre ruote, e dopo una ardita contrattazione per concordare il prezzo – ripensandoci adesso estremamente ridicolo – ci facciamo portare fino al mercato per poi proseguire fino al cafè.

Come in tutti i mercati asiatici dove si fa commercio di essere viventi, anche in questo, oltre ai pennuti, si trovano le più svariate forme di insetti, rettili e vermi, molte delle quali considerate delle vere e proprie squisitezze (anche queste, volendo, da aggiungere alla junk-food map).

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[pappagallini al bird market]

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[i rettili, vera prelibatezza]

Il nostro risciò-man ci aspetta sul bordo della strada e quando torniamo dice che per proseguire vuole più rupie perché adesso la strada diventa in salita. Gli dico che no, il prezzo è quello stabilito altrimenti andiamo da un altro. Con una smorfia si rimette in sella e riprende a pedalare.

In effetti poco dopo la strada comincia ad avere una leggera pendenza ed inoltre ci sono molti dossi che costringono il nostro risciò-man a scendere per spingere a mano finché ad un certo punto non si ferma perché non ce la fa più e indica che ha male alle gambe.

Ci dice che il locale che cerchiamo è più avanti e che camminando ci arriveremmo in pochi minuti. Sarei stato tentato di mettermi io stesso ai pedali ma gli do quanto pattuito e proseguiamo a piedi col dubbio che ci abbia turlupinato. Invece circa settecento metri più avanti lo troviamo e ci concediamo un meritato pranzo a base di nasi goreng e satay.

Junk Food a Jogyakartaultima modifica: 2011-09-15T23:35:00+02:00da massimoko
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