Arte e cultura in una città senza auto

Penso che di domeniche con il blocco del traffico ce ne dovrebbero essere molte di più. Sono di parte, lo confesso, visto che durante il week-end uso raramente l’auto, anche quando si può circolare liberamente. Intendiamoci però, io non credo che vietare la circolazione alle auto di tanto in tanto quando i livelli di polveri sottili superano la soglia consentita, tra l’altro in una giornata festiva, possa contribuire molto a migliorare la qualità dell’aria nella città.

Questo provvedimento ha però, a mio giudizio, effetti positivi altrettanto importanti, tra cui la riduzione dell’inquinamento sonoro, la proliferazione di attività socio-culturali e la maggiore propensione dei cittadini a uscire da casa a piedi, in bici, con i mezzi pubblici o con altri mezzi alternativi.

Ci riflettevo la scorsa domenica e la conseguenza che trovo più affascinante è la trasformazione della città e dei suoi abitanti. Salvo il caso sfortunato che il blocco coincida con una giornata piovosa, la gente sembra più serena e più predisposta a vivere le opportunità che la citta può offrire. Eventi e manifestazioni, aperture straordinarie o ingressi agevolati a palazzi, musei e mostre riempiono di contenuto una giornata che nasce con l’intento di abbattere l’inquinamento.

Anch’io ne ho approfittato per ‘vivere la città’ sfruttando il biglietto ATM valido per l’intera giornata andando a zonzo per il centro – Castello, Brera, Duomo, etc – e visitando alcuni monumenti che di solito mi passano inosservati.

Di questi in particolare mi ha colpito la Chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore in Corso Magenta. La conoscevo fin dai tempi dell’università, ma non ne avevo mai colta la bellezza. E’ una delle testimonianze più importanti dell’arte decorativa del ‘500 milanese. Gli affreschi da poco restaurati – in particolare quelli dei fratelli Luini -, sono uno spettacolo che vale tutta la visita, così come il maestoso organo costruito da Gian Giacomo Antegnati.

A rendere ancora più suggestiva la visita di domenica c’era la performance di un maestro di violoncello. Immaginate cosa significhi lasciarsi trasportare dalle note acute e gravi emesse dal suo strumento mentre si è catturati dall’intensità degli affreschi.

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[le foto sono scattate con un BB ed elaborate con photoshop]

 

Ho letto alcuni numeri sulle ‘presenze’ di ieri e voglio quindi chiudere con una provocazione: indipendentemente dalle polveri sottili, credo che la città ed i cittadini si meritino molte più giornate come questa.

 

Arte e cultura in una città senza autoultima modifica: 2011-11-21T19:44:00+01:00da massimoko
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